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Analisi delle strategie stilistiche e delle architetture linguistiche riconoscibili in un corpus di narrazioni e romanzi caratterizzati da un impasto linguistico tra i cui ingredienti figurano l’italiano locale e il dialetto di Napoli.... more
Analisi delle strategie stilistiche e delle architetture linguistiche riconoscibili in un corpus di narrazioni e romanzi caratterizzati da un impasto linguistico tra i cui ingredienti figurano l’italiano locale e il dialetto di Napoli.
Versione aggiornata e modificata del contributo apparso nel 2016 in Lo spazio della città, a cura di L. Rossomando, Monitor edizioni.
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Sebbene si tratti di due dei piú importanti commenti alla Commedia in volgare, oggi disponibili in edizioni di grande valore, i testi di Iacomo della Lana e Andrea Lancia non sono stati sinora oggetto di lavori di taglio analitico... more
Sebbene si tratti di due dei piú importanti commenti alla Commedia in volgare, oggi
disponibili in edizioni di grande valore, i testi di Iacomo della Lana e Andrea Lancia non
sono stati sinora oggetto di lavori di taglio analitico relativi alle strategie sintattico-testuali.
Il contributo rimedia a quest’assenza offrendo una descrizione delle chiose proemiali
ai singoli canti nei commenti all’Inferno di entrambi. Sono analizzati due aspetti: a) i modi
in cui i due commentatori hanno progettato la struttura complessiva delle chiose proemiali per guidare l’interpretazione del lettore; b) i pattern sintattico-testuali delle formule introduttive e di chiusura delle chiose proemiali. Su un piano generale, si ambisce a sottolineare la rilevanza dei commenti per una piena comprensione delle strategie di costruzione e organizzazione di testi caratterizzati da ampio riuso di ipotesti pre-esistenti.
The texts of Iacomo della Lana’s and Andrea Lancia’s Dante commentaries – among the earliest and most important vernacular exegesis of the ‘Divine Comedy’ – are for some time already available in valuable editions. Notwithstanding, they have not yet been so far the subject of analytical studies focusing on syntactic and textual strategies. The paper tries to fill this gap by providing a description of the proemial glosses to each Infernal canto of both commentaries. Two aspects are here analysed: a) the ways in which the commentators designed the overall structure of the proemial glosses in order to orient the reader’s interpretation; b) the syntactic-textual patterns of both opening and closing formulations of the proemial glosses. On a general point of view, the paper aims at stressing the importance of the commentary’s textuality for a better knowledge of the composition and organisation strategies of these texts.
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Attraverso l'analisi dei cosiddetti registri del sindaco dell'universitas di Capua (1467-94) è messa a fuoco la grammatica comunicativa dei rapporti fra sovrano e universitas in una stagione in cui le élites regnicole hanno piena... more
Attraverso l'analisi dei cosiddetti registri del sindaco dell'universitas di Capua (1467-94) è messa a fuoco  la grammatica comunicativa dei rapporti fra sovrano e universitas in una stagione in cui le élites regnicole hanno piena consapevolezza dell’interscambio fra parola orale e parola scritta nella comunicazione col sovrano.
Le lettere di supplica e i memoriali dell'universitas di Capua mostrano che il controllo della parola scritta e l’impiego della modalità della supplica erano il bagaglio formativo indispensabile per élites cittadine che avevano interessi da difendere e relazioni da mantenere col potere regio.
Inoltre, si è individuato nella produzione scritta di Capua un riflesso delle strategie attraverso cui i sovrani di Napoli rafforzarono la loro maiestas. Dall’analisi emerge che, anche nelle dinamiche interne, le parole del re furono veicolate e accolte attraverso linguaggi sapientemente accordati sui complessi equilibri delle forze politiche in gioco nel Regno e nell’Italia del Rinascimento.
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Redatta tra la fine del Quattrocento e gli anni a ridosso del 1510-1511, la cosiddetta cronaca di Notar Iacobo è considerata una delle fonti in volgare più ricca di informazioni per ricostruire le tensioni politiche degli anni finali del... more
Redatta tra la fine del Quattrocento e gli anni a ridosso del 1510-1511, la cosiddetta cronaca di Notar Iacobo  è considerata una delle fonti in volgare più ricca di informazioni per ricostruire le tensioni politiche degli anni finali del Regno di Napoli.
In questo contributo, viene messo a fuoco il nodo che tiene insieme organizzazione narrativa, orizzonte ideologico e scelte lessicali , attraverso l'analisi di diversi elementi: l'architettura spaziale e la dimensione temporale del testo;  gli episodi in cui è narrato lo scontro tra parte popolare e nobiltà, rappresentati della città e viceré; il riuso di documenti amministrativi.
In tal modo, si dimostra che l’attività di montaggio di materiali eterogenei relativi tanto alla più remota storia della Capitale quanto all’attualità trova la sua motivazione complessiva nel bisogno di celebrare l’identità della Capitale e il protagonismo politico del suo ceto cittadino.

Accesso alla versione elettronica: http://www.fedoabooks.unina.it
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Negli ultimi anni si è registrato un rinnovato interesse verso le forme che la scrittura storica in volgare assunse in area meridionale. Nondimeno, non sono ancora molte le edizioni moderne di testi cronachistici in volgare. Persino la... more
Negli ultimi anni si è registrato un rinnovato interesse verso le forme che la scrittura storica in volgare assunse in area meridionale. Nondimeno, non sono ancora molte le edizioni moderne di testi cronachistici in volgare. Persino la Cronaca di Partenope, cioè il più importante corpus trecentesco di testi storici in volgare, non è stata edita in tutte le sue parti e non è stata pienamente utilizzata sotto il profilo storico-linguistico per mettere a fuoco i caratteri della prosa storica di area non toscana.
Preceduto da un quadro che renda ragione del contesto
culturale e della fisionomia stilistica di CrP IV, il saggio di edizione offre uno dei paragrafi più mossi e interessanti dal punto di vista narrativo: quello dedicato all’arrivo di Carlo III di Durazzo a Napoli nel luglio 1381 e allo scontro tra l’esercito del pretendente al trono e quello di Giovanna I d’Angiò e Otto di Brunswick.
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Il lavoro analizza tre testi altamente rappresentativi della tradizione cronachistica napoletana: la Cronaca di Partenope, la Cronaca di Ferraiolo e la Cronica di Napoli di notar Giacomo. La stratigrafia linguistica dei testi è messa in... more
Il lavoro analizza tre testi altamente rappresentativi della tradizione cronachistica napoletana: la Cronaca di Partenope, la Cronaca di Ferraiolo e la Cronica di Napoli di notar Giacomo.
La stratigrafia linguistica dei testi è messa in relazione con l' intreccio di narrazioni, resoconti e notizie che circolavano, oralmente e per iscritto, nel Regno di Napoli e nella Capitale: in tal modo è offerta al lettore la possibilità di cogliere il quadro vivo e in costante mutamento entro il quale, fra Trecento e Cinquecento, matura a Napoli una progressiva "socializzazione della memoria storiografica" in volgare.
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Il saggio mette a fuoco l'intreccio di strategie testuali e andamenti narrativi documentato nella cronachistica volgare del Regno di Napoli tra l'età angioina e quella aragonese. Particolare attenzione è prestata al nesso tra codici e... more
Il saggio mette a fuoco l'intreccio di strategie testuali e andamenti narrativi documentato nella cronachistica volgare del Regno di Napoli tra l'età angioina e quella aragonese.
Particolare attenzione è prestata al nesso tra codici e testi, e alle dinamiche culturali che nei singoli testi determinano  peculiari modalità di riuso degli ipotesti e specifiche soluzioni narrative, ora più aperte alle forme del discorso orale ora più condizionate dalle tradizioni di scrittura amministrativa.
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Investigating the interrelationships between orality and writing in elite and popular textual culture in early modern Italy, this volume shows how the spoken or sung word on the one hand, and manuscript or print on the other hand, could... more
Investigating the interrelationships between orality and writing in elite and popular textual culture in early modern Italy, this volume shows how the spoken or sung word on the one hand, and manuscript or print on the other hand, could have interdependent or complementary roles to play in the creation and circulation of texts. The first part of the book centres on performances, ranging from realizations of written texts to improvisations or semi-improvisations that might draw on written sources and might later be committed to paper. Case studies examine the poems sung in the piazza that narrated contemporary warfare, commedia dell'arte scenarios, and the performative representation of the diverse spoken languages of Italy. The second group of essays studies the influence of speech on the written word and reveals that, as fourteenth-century Tuscan became accepted as a literary standard, contemporary non-standard spoken languages were seen to possess an immediacy that made them an effective resource within certain kinds of written communication. The third part considers the roles of orality in the worlds of the learned and of learning. The book as a whole demonstrates that the borderline between orality and writing was highly permeable and that the culture of the period, with its continued reliance on orality alongside writing, was often hybrid in nature.
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In Boccaccio e Napoli. Nuovi materiali per la storia culturale di Napoli nel Trecento, Atti del Convegno Boccaccio angioino. Per il VII Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio, Napoli-Salerno, 23-25 ottobre 2013, a cura di... more
In Boccaccio e Napoli. Nuovi materiali per la storia culturale di Napoli nel Trecento, Atti del Convegno Boccaccio angioino. Per il VII Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio, Napoli-Salerno, 23-25 ottobre 2013, a cura di Giancarlo Alfano, Emma Grimaldi, Sebastiano Martelli, Andrea Mazzucchi, Matteo Palumbo, Alessandra Perriccioli Saggese, Carlo Vecce.
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in Actas del XXVI Congreso Internacional de Lingüística y de Filología Románicas, 6-11 septiembre 2010, Valencia [Proceedings of the 26th International Congress of Romance Linguistics and Philology], a cura di Emili Casanova Herrero... more
in Actas del XXVI Congreso  Internacional de Lingüística y de Filología Románicas, 6-11 septiembre  2010, Valencia [Proceedings of the 26th International Congress of  Romance Linguistics and Philology], a cura di Emili Casanova Herrero e  Cesareo Calvo Rigual, 8 voll., Berlin/Boston, de Gruyter, 2013, vol.  VII, pp. 89-102  (ISBN 978-3-11-029995-3)
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This volume deals with natural disasters in late medieval and early modern central and southern Italy. Contributions look at a range of catastrophic events such as eruptions of Mount Vesuvius, floods, earthquakes, and outbreaks of plague... more
This volume deals with natural disasters in late medieval and early modern central and southern Italy. Contributions look at a range of catastrophic events such as eruptions of Mount Vesuvius, floods, earthquakes, and outbreaks of plague and epidemics. A major aim of this volume is to investigate the relationship between catastrophic events and different communication strategies that embraced politics, religion, propaganda, dissent, scholarship as well as collective responses from the lower segments of society. The contributors to this volume share a multidisciplinary approach to the study of natural disasters which draws on disciplines such as cultural and social history, anthropology, literary theory, and linguistics. Together with analyzing the prolific production of propagandistic material and literary sources issued in periods of acute crisis, the documentation on disasters studied in this volume also includes laws and emergency regulations, petitions and pleas to the authorities, scientific and medical treatises, manuscript and printed newsletters as well as diplomatic dispatches and correspondence.
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This essay aims to offer a series of reflections on narrative configurations and textual trends in accounts of disastrous environmental events found in texts written in the vernacular during the early modern era. These reflections are... more
This essay aims to offer a series of reflections on narrative configurations and textual trends in accounts of disastrous environmental events found in texts written in the vernacular during the early modern era.
These reflections are supported by references to a corpus of texts connected to the Kingdom of Naples (Regno) in different ways: texts that were written in the Regno; texts that circulated in manuscript or printed form in the Regno between the 15th and the 17th centuries; and texts dealing with disastrous events that occurred in the Regno and were printed in other Italian cities.
More specifically, this corpus includes two typologies of texts:  manuscript chronicles written between the Aragonese era (1443-1503) and the early viceregal era;  some of the many relazion) on natural disasters.
Albeit different (urban chronicles vs. printed reports), these texts have been chosen, analysed and contrasted because they share features that are important from a narratological perspective. These include the prevalent narrative/memorial or expositive/informational function, the possible link between narrative construction and personal testimony, and the connection between the narrative construction of a disastrous event and the information channels that connected the cities of the Regno with other Italian and European cities.
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Incontro tenuto nell'ambito del ciclo di seminari "La narrativa italiana del Novecento: lingue, stili, tecniche" organizzato per il corso di Storia della lingua italiana di C. De Caprio e F. Montuori, in collaborazione con la cattedra di... more
Incontro tenuto nell'ambito del ciclo di seminari "La narrativa italiana del Novecento: lingue, stili, tecniche" organizzato per il corso di Storia della lingua italiana di C. De Caprio e F. Montuori, in collaborazione con la cattedra di Letteratura italiana di G. Alfano.
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Seminari organizzati da Giancarlo Alfano, Chiara De Caprio e Francesco Montuori, tra le attività del Corso di Storia della Lingua Italiana tenuto da Chiara De Caprio e Francesco Montuori presso il cds In Filologia Moderna, Università di... more
Seminari organizzati da Giancarlo Alfano, Chiara De Caprio e Francesco Montuori, tra le attività del Corso di Storia della Lingua Italiana tenuto da Chiara De Caprio e Francesco Montuori presso il cds In Filologia Moderna, Università di Napoli Federico II
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Nella prima età moderna la diffusione del libro a stampa e il potenziamento di un circuito europeo dell’informazione accompagnano singoli e collettività alla scoperta di nuove civiltà e di luoghi lontani e sconosciuti, così come di una... more
Nella prima età moderna la diffusione del libro a stampa e il potenziamento di un circuito europeo dell’informazione accompagnano singoli e collettività alla scoperta di nuove civiltà e di luoghi lontani e sconosciuti, così come di una natura dalle manifestazioni stupefacenti, inaudite e, talora, funeste.
Non a caso, dunque, si diffuse una variegata gamma di testi a stampa, destinati ad un pubblico in cerca di notizie, casi meravigliosi, occasioni d’intrattenimento e di svago.
Il progetto ERC DisComPoSE - Disasters, Communication and Politics in Southwestern Europe. The Making of Emergency Response Policies in the Early Modern Age [Erc Starting Grant 2017 No 759829] - organizza seminari e lezioni sul tema della lingua di consumo e l'italiano del "sensazionale" fra Cinque e Seicento, promuovendo l'incontro fra studiosi interessati a mettere a fuoco modalità discorsive, tipologie testuali, stili narrativi, scelte lessicali nella stampa "popolare" e negli avvisi pubblici, nel quadro generale della formazione e diffusione della lingua italiana in età moderna.
Tra gli eventi un seminario organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici di Napoli Federico II in collaborazione col Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova.
Per informazioni: info@discompose@unina.it
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Nella prima età moderna la diffusione del libro a stampa e il potenziamento di un circuito europeo dell’informazione accompagnarono singoli e collettività alla scoperta di una natura dalle manifestazioni stupefacenti, inaudite e funeste.... more
Nella prima età moderna la diffusione del libro a stampa e il potenziamento di un circuito europeo dell’informazione accompagnarono singoli e collettività alla scoperta di  una natura dalle manifestazioni stupefacenti, inaudite e funeste.
Non a caso, dunque, si diffuse una variegata gamma di testi a stampa, destinati ad un pubblico  in cerca di notizie, casi meravigliosi, occasioni d’intrattenimento e di svago.
Il progetto ERC DisComPoSE  - Disasters, Communication and Politics in Southwestern Europe. The Making of Emergency Response Policies in the Early Modern Age [Erc Starting Grant 2017 No 759829] - organizza seminari e lezioni sul tema della lingua di consumo e l'italiano del "sensazionale" fra Cinque e Seicento, promuovendo l'incontro fra studiosi interessati a mettere a fuoco modalità discorsive, tipologie testuali, stili narrativi, scelte lessicali nella stampa "popolare" e negli avvisi pubblici, nel quadro generale della formazione e diffusione della lingua italiana in età moderna.

Per informazioni: info@discompose@unina.it, chiara.decaprio@unina.it, fmontuori@unina.it
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Seminario internazionale di studi
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Gli eventi percepiti come disastrosi (fenomeni naturali estremi, guerre, carestie, epidemie) costituiscono da alcuni decenni un argomento di forte interesse nella ricerca storica e si prestano agevolmente a esperimenti d’analisi... more
Gli eventi percepiti come disastrosi (fenomeni naturali estremi, guerre, carestie, epidemie) costituiscono da alcuni decenni un argomento di forte interesse nella ricerca storica e si prestano agevolmente a esperimenti d’analisi interdisciplinare. Il workshop “Disaster Texts” ospita presso la Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la Storia dell’arte, il progetto Disaster Texts. Literacy, Cultural Identity, Coping Strategies in Southern Italy between the
Late Medieval and the Early Modern Period (Progetto STAR 2013, Università degli Studi di Napoli Federico II), composto da filologi, storici della lingua, storici del medioevo e dell’età moderna, studiosi della letteratura italiana e spagnola. Il progetto, incentrato sul rapporto
tra disastri e comunicazione nel Regno di Napoli tra il XV e il XVIII secolo, mira a ricostruire la rappresentazione di questi eventi attraverso le fonti testuali. Le ricerche presentate offriranno una panoramica sulla diversa natura di questi testi, sulla loro complessità e sui possibili livelli di lettura delle trame della storia: dalle strategie di raccolta e di presentazione delle informazioni all’analisi delle forme di narrazione adottate; dalle diverse categorie di attori coinvolti al ruolo da essi giocato per l’ideazione e la circolazione dei testi; dall’interpretazione e percezione degli eventi disastrosi alla loro ricaduta nella vita quotidiana e nelle pratiche sociali e culturali.
In tale contesto si inseriscono le proposte d’indagine storico-artistica ospitate nel workshop, che intendono mostrare con casi di studio esemplari il ruolo svolto dalle
immagini e il potere delle opere di culto in connessione con il verificarsi o il ricorrere di eventi disastrosi, guardando all’area centro-meridionale della penisola italiana tra il tardo-medioevo e l’età moderna. Un gruppo internazionale di discussants, composto da specialisti afferenti a diversi ambiti disciplinari, seguirà e accompagnerà i lavori.
A partire dagli studi offerti alla discussione, l’incontro si propone così di sondare i punti di contatto e le possibili piste di ricerca condivise tra la Storia dell’arte e le altre discipline storiche attorno al tema dei disastri.
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Gli eventi percepiti come disastrosi (fenomeni naturali estremi, guerre, carestie, epidemie) costituiscono da alcuni decenni un argomento di forte interesse nella ricerca storica e si prestano agevolmente a esperimenti d’analisi... more
Gli eventi percepiti come disastrosi (fenomeni naturali estremi, guerre, carestie, epidemie) costituiscono da alcuni decenni un argomento di forte interesse nella ricerca storica e si prestano agevolmente a esperimenti d’analisi interdisciplinare. Il workshop “Disaster Texts” ospita presso la Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la Storia dell’arte, il progetto Disaster Texts. Literacy, Cultural Identity, Coping Strategies in Southern Italy between the
Late Medieval and the Early Modern Period (Progetto STAR 2013, Università degli Studi di Napoli Federico II), composto da filologi, storici della lingua, storici del medioevo e dell’età moderna, studiosi della letteratura italiana e spagnola. Il progetto, incentrato sul rapporto
tra disastri e comunicazione nel Regno di Napoli tra il XV e il XVIII secolo, mira a ricostruire la rappresentazione di questi eventi attraverso le fonti testuali. Le ricerche presentate offriranno una panoramica sulla diversa natura di questi testi, sulla loro complessità e sui possibili livelli di lettura delle trame della storia: dalle strategie di raccolta e di presentazione delle informazioni all’analisi delle forme di narrazione adottate; dalle diverse categorie di attori coinvolti al ruolo da essi giocato per l’ideazione e la circolazione dei testi; dall’interpretazione e percezione degli eventi disastrosi alla loro ricaduta nella vita quotidiana e nelle pratiche sociali e culturali.
In tale contesto si inseriscono le proposte d’indagine storico-artistica ospitate nel workshop, che intendono mostrare con casi di studio esemplari il ruolo svolto dalle
immagini e il potere delle opere di culto in connessione con il verificarsi o il ricorrere di eventi disastrosi, guardando all’area centro-meridionale della penisola italiana tra il tardo-medioevo e l’età moderna. Un gruppo internazionale di discussants, composto da specialisti afferenti a diversi ambiti disciplinari, seguirà e accompagnerà i lavori.
A partire dagli studi offerti alla discussione, l’incontro si propone così di sondare i punti di contatto e le possibili piste di ricerca condivise tra la Storia dell’arte e le altre discipline storiche attorno al tema dei disastri.
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What is the history of communication? This conference aims to approach and discuss possible answers to this question, focusing on early modern Europe (1400-1800). While being a forum for discussing recent and on-going research on this... more
What is the history of communication? This conference aims to approach and discuss possible answers to this question, focusing on early modern Europe (1400-1800). While being a forum for discussing recent and on-going research on this broad topic, the conference highlights especially approaches and trends within German and Italian historiography.
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Paper for the conference "A History of Early Modern Communication: German and Italian historiographical perspectives" - Istituto storico italo-germanico, organized by Massimo Rospocher (Istituto storico italo-germanico, Trent) and Daniel... more
Paper for the conference "A History of Early Modern Communication: German and Italian historiographical perspectives" -
Istituto storico italo-germanico, organized by Massimo Rospocher (Istituto storico italo-germanico, Trent) and Daniel Bellingradt (Institut
für Buchwissenschaft, Erlangen), 06.12.2018 - 07.12.2018
Url http://www.buchwiss.uni-erlangen.de/institut/teammitglieder/daniel-bellingradt.html
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Relazione preparata per il Convegno della SISSCO, dal titolo "L’esperienza e la memoria delle catastrofi naturali". Un confronto pluridisciplinare", Napoli, 11 e 12 ottobre 2018. L'intervento intende descrivere alcune delle modalità di... more
Relazione preparata per il Convegno della SISSCO, dal titolo "L’esperienza e la memoria delle catastrofi naturali". Un confronto pluridisciplinare", Napoli, 11 e 12 ottobre 2018.
L'intervento intende descrivere alcune delle modalità di ricostruzione narrativa adottate in generi a prevalente vocazione narrativa/memoriale o narrativa/informativa,  riconnettendo eventuali mutamenti nelle forme del racconto a due aspetti tra loro interrelati: la centralità dei disastri naturali nei dibattiti culturali e nei circuiti comunicativi delle società tra antico regime ed età contemporanea; la progressiva narrativizzazione ed estetizzazione del disastro attraverso l’elaborazione di strategie capaci di governare il rapporto tra i dati dell’esperienza storica e la ricostruzione discorsiva.
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From 1494 Italy had to cope with the invasion of Charles VIII of France. Discussed within different social and intellectual groups, this event was immediately understood as being very important: it was defined as a ruina by both... more
From 1494 Italy had to cope with the invasion of Charles VIII of France. Discussed within different social and intellectual groups, this event was immediately understood as being very important: it was defined as a ruina by both Machiavelli and Guicciardini, as well as in less sophisticated vernacular reports produced by chroniclers, notaries and other mid- to low-level officials.
In this context, ambassadors and officials were required to provide information that would play a crucial role in the decision-making process during this period of acute political crisis. At the same time, notaries, officials and ambassadors who authored historical texts felt the need of communicating vividly words and opinions, human reactions, and emotions in the face of life events.
By discussing this cultural milieu, this paper intends to shed light on the techniques adopted for reported speech in both Italian diplomatic records and historical writings. The focus will be on Florentine texts by Machiavelli, vernacular historical pieces and diplomatic reports from other Italian states such as the Kingdom of Naples.
Overlapping the semantic analysis of political lexicon and the close scrutiny of textual structures, this paper analyses the role of communicative techniques - namely “direct speech”, “hidden indirect speech”, and “hidden quotations” from other texts - employed in historical and diplomatic writings.
More specifically, a comparison between authors from different backgrounds and with different skills will show the function of reported speech as a rhetorical and narrative device which enhanced the realistic tone of both narration and argumentation. Reported speech was essential for constructing the narrative dimension of texts and for dramatizing focal narrative points by adding to the story the flavour of people’s words. Reported speech in the sources under discussion also had an ideological function since control and manipulation of “dialogues” and speeches enabled writers to shape a narrative intended to highlight specific themes and keywords.
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Relazione tenuta presso la Bibliotheca Hertziana di Roma, 28.05.2018 Attraverso l’analisi di un corpus di descrizioni di città e guide composte fra Cinque- e Seicento, l’intervento prova a mettere a fuoco i meccanismi di formazione del... more
Relazione tenuta presso la Bibliotheca Hertziana di Roma, 28.05.2018

Attraverso l’analisi di un corpus di descrizioni di città e guide composte fra Cinque- e Seicento, l’intervento prova a mettere a fuoco i meccanismi di formazione del genere e i modi in cui i singoli testi reagiscono a nuovi impulsi culturali: scelte sintattiche e testuali sono, in quest’ottica, elementi indiziari per comprendere su quali pilastri si fondi l’adesione a una certa idea di “descrizione” della città e di guida turistica, quali siano i punti di equilibrio e quali i punti di tensione tra nuovi bisogni culturali e modelli ereditati dalla tradizione medievale o da quella erudita, quali gli scarti tra il progetto e la sua resa.
In particolar modo, l’analisi si concentra su due aspetti. In primo luogo, si censiscono i passi in cui emerge l’acuta coscienza linguistica che gli autori di guide hanno della variazione spaziale e sociale: sono analizzati i luoghi testuali in cui sono descritti gli usi linguistici delle diverse componenti sociali della città e in cui è tematizzata la necessità di adottare una varietà di lingua “media”, adatta a lettori non adusi alle forme più strenue di retoricizzazione e “complicazione” sintattica dei testi.
In seconda istanza, si esaminano alcuni tratti testuali e sintattici che possono essere utilizzati come reagenti per più estese campionature: essi vanno intesi come proposte di possibili piste di ricerca interessate a verificare l’effettiva consistenza qualitativa e quantitativa in questi testi di soluzioni comuni alla prosa «letteraria media» e/o peculiari di quella prosa media non letteraria che tra Cinque e Seicento rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse per la nostra storia linguistica.
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This conference will explore the theme of resistance in Italy looking at the literature, politics and aesthetics of innovation and subversion in Italian culture from Dante to the present. Whilst we hope to re-examine what one might... more
This conference will explore the theme of resistance in Italy looking at the literature, politics and aesthetics of innovation and subversion in Italian culture from Dante to the present. Whilst we hope to re-examine what one might designate as the classical Resistance (1943-45), we are equally interested in examining the ideas and practices challenging domineering tradition, illegitimate power and status hierarchies from early modern Italy up to now.
http://www.sussex.ac.uk/languages/newsandevents/italianstudiesconference
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La relazione intende mostrare in che modo tradizioni di scrittura radicate nel contesto urbano s’influenzarono reciprocamente e contribuirono alla creazione di uno spazio culturale e linguistico plurilingue nel quale si riflettevano le... more
La relazione intende mostrare in che modo tradizioni di scrittura radicate nel contesto urbano s’influenzarono reciprocamente e contribuirono alla creazione di uno spazio culturale e linguistico plurilingue nel quale si riflettevano le dinamiche comunicative delle città del Regno, l’attività amministrativa dei ceti medi e popolari, le forme della memoria storica e dell’intrattenimento cittadino.
In particolare, saranno oggetto di analisi le scritture amministrative e cancelleresche destinate o prodotte dagli organismi  cittadini , le cronache redatte da notai, artigiani e altre figure di caratura mediana e popolare, i testi destinati all'intrattenimento e alla circolazione di  notizie nelle città del Regno.
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[ITA] Questo incontro internazionale e interdisciplinare vuole raccogliere le ricerche più aggiornate degli ultimi dieci anni sulla storia e sulla cultura nei centri dell’Italia meridionale tra Quattrocento e Cinquecento, al fine di... more
[ITA] Questo incontro internazionale e interdisciplinare vuole raccogliere le ricerche più aggiornate degli ultimi dieci anni sulla storia e sulla cultura nei centri dell’Italia meridionale tra Quattrocento e Cinquecento, al fine di creare un’immagine più bilanciata del Mezzogiorno nel Rinascimento italiano ed europeo. Il convegno, che ha impostazione seminariale, nasce dal progetto di realizzazione del Companion to Renaissance in the centres of southern Italy per il prestigioso editore internazionale Brill (Leiden-New York) nella serie Brill-Renaissance Society of America, che costituirà il primo volume di sintesi complessiva sul Rinascimento meridionale.
In questa occasione si riuniscono con un approccio ampio e comparativo i lavori di studiosi italiani e stranieri che hanno condotto ricerche sull’Italia meridionale e che provengono da ambiti disciplinari e contesti accademici diversi. L’obiettivo è di creare un confronto su aspetti specifici dell’Italia meridionale e su temi ampi come i fenomeni di continuità e discontinuità tra Quattrocento e Cinquecento, gli effetti dei cambiamenti dinastici tra i regni, l’esistenza di forme dei Rinascimenti locali.
[ENG] In the fifteenth century, southern Italy corresponded to the Kingdom of Naples: this was the one and only monarchy in the entire Italian peninsula, and the dependent territories of the Neapolitan sovereigns alone formed more than a third of the present-day national territory. This territorial coherence and political unity continued throughout the sixteenth century and beyond, when southern Italy was included in the possessions of the Spanish Empire. Despite its uninterrupted political importance during the fifteenth and sixteenth centuries, southern Italy has long remained at the margins of international historiography on the Italian and European Renaissance. This neglect is mainly due to an abstract image of this vast area as being uniformly monarchical, baronial and rural, inhabited by sub jects, rather than citizens, and incapable of contributing to the development of the new humanistic culture. In the last thirty years, historical studies have begun to dismantle such an out-dated and damaging vision of southern Italy between the fifteenth and sixteenth centuries, shedding new light on the exceptional vitality of its urban network and reconnecting the long-standing and negative rift in our vision of the history of local centres and the Kingdom as a whole, as well as with that of the rest of Italy and Europe. This international meeting aims to present both a general survey of the most recent researches on the history and culture of the centres of southern Italy between the fifteenth and sixteenth centuries, as well as an account of the ground-breakings debate on major themes.
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Comunicazione per il XX Congresso di Storia della Corona d’Aragona, Roma-Napoli, 4-8 ottobre 2017, La memoria degli Aragonesi nel regno di Napoli e nei domini italiani, per la sessione "La memoria artistico-letteraria" (venerdì, 6... more
Comunicazione per il XX Congresso di Storia della Corona d’Aragona, Roma-Napoli, 4-8 ottobre 2017, La memoria degli Aragonesi nel regno di Napoli e nei domini italiani, per la sessione "La memoria artistico-letteraria" (venerdì, 6 ottobre, 17.45).

Nonostante il rinnovamento degli studi sui lamenti, a differenza di quanto fatto per altre aree della Penisola, non è stata data sistematica attenzione alle caratteristiche narrative e linguistiche dei lamenti composti nel Regno e dedicati ad eventi drammatici che coinvolgevano la dinastia aragonese di Napoli: la morte di membri della famiglia reale e degli stessi sovrani, ma anche la fine del Regno.
Manca egualmente una ricognizione del modo in cui, in altri centri italiani, furono composti lamenti incentrati sui sovrani aragonesi e sulla fine del Regno, sebbene primi sondaggi su materiali a stampa rivelino la presenza di questo filone nel più ampio ambito dei “cantari per le guerre d’Italia”.
Alla luce di questo quadro, l’intervento ha due obiettivi complementari. In primo luogo, attraverso un’analisi linguistica, si descriveranno le peculiarità dei testi prodotti a fine Quattrocento nel Regno; in seconda battuta, si confronteranno le risultanze dell’analisi con i dati offerti da un corpus di testi cinquecenteschi, così da mostrare discontinuità e rotture, da un lato, ma anche convergenze sul piano della selezione lessicale e della costruzione narrativa. In tal modo si offrirà una prima ricostruzione di un interessante tassello della storia di un “genere di consumo” .
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Attraverso un corpus di grammatiche e di quaderni di scrittura, si traccerà una mappa dei luoghi in cui sono trattate la parafrasi e la riformulazione, mettendo a fuoco presupposti teorici, obiettivi, esercizi. In particolare, si... more
Attraverso un corpus di grammatiche e di quaderni di scrittura, si traccerà una mappa dei luoghi in cui sono trattate la parafrasi e la riformulazione, mettendo a fuoco presupposti teorici, obiettivi, esercizi. In particolare, si verificherà come la manualistica abbia tenuto conto di due aspetti: la riflessione sulle condizioni di possibilità della riformulazione; la necessità di disporre di strumenti coerenti con gli obiettivi di apprendimento.
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Puntando l’attenzione sul particolare contesto storico-politico del Regno di Napoli in età aragonese (1442-1503), le due giornate di studio e di discussione intendono esplorare la varietà dei linguaggi connessi con la prassi politica... more
Puntando l’attenzione sul particolare contesto storico-politico del Regno di Napoli in età aragonese (1442-1503), le due giornate di studio e di discussione intendono esplorare la varietà dei linguaggi connessi con la prassi politica (giuridici, letterari, artistici etc.), analizzati nelle loro specificità, ma anche nelle reciproche e osmotiche relazioni. Momento di riflessione ulteriore dopo un convegno organizzato nel 2014 a Potenza, presso l’Università della Basilicata, un altro convegno nel 2015 e due cicli di seminari annuali organizzati nel 2015 e 2016 a Napoli, presso l’Università Federico II, che erano tesi a integrare le prospettive e le competenze interdisciplinari, il convegno mira a mettere alla prova e affinare la ricostruzione del graduale sviluppo di un organismo complesso che, attraverso la trattatistica politica, la letteratura, l’oratoria, le rappresentazioni artistiche e le pratiche amministrative, va nella direzione della creazio- ne di un innovativo “sistema statale”, che pure opera ancora sotto la guida della sovranità.
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The via supplications is one of the most important modes of political communication between rulers and subjects in ancien régime societies. Thus, the pleas to the king are a precious source of information to identify those communication... more
The via supplications is one of the most important modes of political communication between rulers and subjects in ancien régime societies. Thus, the pleas to the king are a precious source of information to identify those communication strategies between local communities and central powers that were generated in response to natural disasters (such as famines and earthquakes). Through the textual analysis of unpublished records produced over a broad chronological period (XV-XVII centuries), this paper intends to achieve the following two objectives: 1) describing the long life of metaphors employed to define the material and moral condition of a community calling for help; 2) analysing the different strategies adopted by each community to obtain a response which would be close to their expectations.

Keywords: pleas, calls for help; natural disasters and war devastation.
Chair and Respondent at the  RSA Session
Chronicling in Early Modern Europe organized by Prof. J. Pollmann (Leiden University)

Berlin, Sat, March 28, 8:45 to 10:15am, Hegelplatz, Dorotheenstrasse 24/3, 3.138
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The volume deals with natural disasters in late medieval and early modern central and southern Italy. Contributions look at a range of catastrophic events such as eruptions of Mount Vesuvius, floods, earthquakes, and outbreaks of plague... more
The volume deals with natural disasters in late medieval and early modern central and southern Italy. Contributions look at a range of catastrophic events such as eruptions of Mount Vesuvius, floods, earthquakes, and outbreaks of plague and epidemics. A major aim of this volume is to investigate the relationship between catastrophic events and different communication strategies that embraced politics, religion, propaganda, dissent, scholarship as well as collective responses from the lower segments of society.
The contributors to this volume share a multidisciplinary approach to the study of natural disasters which draws on disciplines such as cultural and social history, anthropology, literary theory, and linguistics.
Together with analyzing the prolific production of propagandistic material and literary sources issued in periods of acute crisis, the documentation on disasters studied in this volume also includes laws and emergency regulations, petitions and pleas to he authorities, scientific and medical treatises, manuscript and printed newsletters as well as diplomatic dispatches and correspondence.
Disaster Narratives in Early Modern Naples Politics, Communication and Culture, translated by Enrica Ferrara, eds. Domenico Cecere, Chiara De Caprio, Lorenza Gianfrancesco, Pasquale Palmieri, Roma, Viella, 2018.
Contributors: Giancarlo Alfano, Domenico Cecere, Silvana D’Alessio, Chiara De Caprio, Rita Fresu, Lorenza Gianfrancesco, Giovanni Gugg, Francesco Montuori, Pasquale Palmieri, Francesco Senatore, Pierluigi Terenzi.
Editing: Carmen Gallo, Anna Chiara Monaco, Gennaro Schiano, Valentina Sferragatta.
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Venerdì 28 settembre proviamo a raccontarvi perché, come ricercatori del progetto ERC Discompose (Disasters, Communications and Politics in southwestern Europe ), ci stiamo impegnando a studiare e ricostruire le grandi forme della... more
Venerdì 28 settembre proviamo a raccontarvi perché, come ricercatori del progetto ERC Discompose (Disasters, Communications and Politics in southwestern Europe ), ci stiamo impegnando a studiare e ricostruire le grandi forme della gestione, della narrazione e della comunicazione dei disastri naturali in età moderna: inseguendo notizie che rimbalzavano di testo in testo, analizzando metafore e parole-chiave attraverso le quali, ieri come oggi, si dava corpo alla paura e alla speranza, al sentimento della fine e al bisogno di ristabilire un argine, allo smarrimento dei singoli e al senso di essere parte di una collettività.
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Calendario dei seminari organizzati con gli studenti del corso di laurea magistrale in Filologia moderna,  nell'ambito delle attività del modulo di Storia della Lingua Italiana dedicato alla prosa e al romanzo del Novecento.
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Presentazione dello spettacolo New Magic People Show, dall'opera Magic People di Giuseppe Montesano
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Seminari di poesia contemporanea organizzati presso la Federico II da F2 Cultura
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Giornata organizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II per presentare i progetti SIR e STAR.
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Presentazione del romanzo di C. Raimo, La parte migliore.
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Strategie di comunicazione, narrazioni in occasione del disastro ambientale in Campania nel luglio 2017.
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Seminario Storie della lingua/2, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari, Università di Padova.
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Seminari per il Corso di Alta Formazione in Storia e Filologia del Manoscritto e del Libro Antico. "Tra codice e testo. Autografi e copie di lavoro di testi cronachistici in volgare (XIV-XVI sec.)"
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