Twelfth Night, commedia carnevalesca e irriverente, ma allo stesso tempo matura e complessa, può essere considerata, da più di una prospettiva, come una vera e propria summa dell’arte comica shakespeariana. Leggendo l’opera, o assistendo...
moreTwelfth Night, commedia carnevalesca e irriverente, ma allo stesso tempo matura e complessa, può essere considerata, da più di una prospettiva, come una vera e propria summa dell’arte comica shakespeariana. Leggendo l’opera, o assistendo ad una delle sue rappresentazioni, ci si rende infatti subito conto che i più rilevanti stilemi della tradizione comica – verbale quanto situazionale – si sovrappongono e si intersecano con una felicità di esiti forse ineguagliata nello stesso Shakespeare. I chiassosi sberleffi, gli esilaranti duetti comici, la gestualità allusiva, gli spunti meta-teatrali, le arguzie del linguaggio e le sue défaillances, la più classica farsa plautina escogitata ed orchestrata da una figura servile, i turbinii carnevaleschi di travestimenti e smascheramenti, sono tutti stratagemmi che innescano un meccanismo di comicità che sottende e muove l’intera opera e la cui valenza espressiva, nella sua natura multiforme, polisemantica e talvolta dicotomica, rende percettibile il moto di oscillazione della comicità tra l’arte e la vita, e (soprattutto nelle vere e proprie dissertazioni sul comico ricavabili dall’interpretazione dei versi proferiti dal mesto clown Feste e nelle implicazioni emozionali della crudele beffa ai danni di Malvolio) tra la vita e la morte. Il nostro saggio si pone come obiettivi principali l’individuazione e lo studio, in Twelfth Night, di quei segmenti drammaturgici in cui alcuni dei principali paradigmi del comico shakespeariano hanno modo di estrinsecarsi al meglio. Attraverso un’analisi delle buffonate del duo rabelesiano Sir Toby Belch e Sir Andrew Auguecheeck, un’indagine degli oscuri versi pronunciati dal malinconico Feste ed una lettura (principalmente orientata verso le riflessioni sul riso di Henri Bergson) dei raffinati giochi di commedia nella burla contro Malvolio, il saggio intende individuare il percorso che conduce dalla comicità più lieve e scanzonata a quei luoghi in cui l’umorismo si fa cupo e malinconico lasciando scorgere i confini oltre i quali prendono vita la tragicità e lo humour nero.